Chiariamoci con gli altri!

Chiariamoci con gli altri!

Rubrica settimanale a cura del dottor Claudio Rao, pedagogista clinico e giornalista

Nella nostra rubrica di consigli per tutelarci meglio dalla manipolazione, questa settimana riflettiamo sull’importanza di una comunicazione il più possibile chiara e univoca.

Come alcuni di noi hanno imparato fin dai banchi di scuola, la comunicazione consta di tre elementi principali: l’emittente, il ricevente e il messaggio trasmesso. Questo rischia di moltiplicare per tre le possibilità di fraintendimenti. Il manipolatore approfitta sempre di questa ambiguità. Può fare finta di non aver capito quanto è stato detto o di aver capito male e rigirare la situazione a proprio vantaggio. Noi rischiamo di favorire il suo gioco, se non dedichiamo abbastanza tempo ed energie per chiarire le nostre intenzioni e rendere inequivocabile il nostro messaggio.

La prima regola sarà dunque quella di sforzarci di essere il più chiari e obiettivi possibile nella nostra comunicazione per evitare di favorire i malintenzionalti.

Ricordiamoci che i manipolatori sono abilissimi nei sottointesi, nelle insinuazioni, nelle allusioni. Tutte tecniche che consentono loro di dire senza dire, minacciare, burlare, sminuire senza assumersene direttamente la responsabiltità. Addirittura attribuendola alla vittima: « Ma che dici?! Mi hai frainteso! »; « Beh, se non capisci neppure gli scherzi! ». Dobbiamo quindi cercare di disinnescare in tempo tutti i messaggi impliciti e distruttivi per evitarne i danni.

Un consiglio è quello di comportarci da “ingenui” esponendo senza veli il secondo senso che l’interlocutore vorrebbe restasse sotteso. Eccovi qualche esempio passepartout: « Quando dici questo, vorresti dire che… ? » oppure « Quando mi parli in questo modo io capisco che… È così? ». Il manipolatore sarà costretto a negare e rettificare e noi potremo contrattaccare con un: « Ah, meno male! Mi hai spaventato! Per un attimo ho pensato che mi stessi prendendo in giro! »

Qualora invece il nostro interlocutore dovesse ammettere il veleno sottointeso, questo ci fornirà almeno la preziosa occasione di chiarire e… di rispondergli per le rime!

A volte, senza farlo apposta, commettiamo errori di comunicazione che offrono spazio al gioco dei manipolatori. Questo accade soprattutto quando non siamo sufficientemente chiari e precisi. Riflettiamo sempre a ciò che diciamo e posizioniamoci in maniera diretta, cercando di non lasciare mai zone d’ombra (in caso di errore potremo sempre rettificare).

Nello stesso tempo, spingiamo sempre il nostro interlocutore a prendere posizione, esprimendosi con chiarezza. Poniamogli domande chiuse, affinchè sia costretto a rispondere con un assenso o con un diniego: con un sì o con un no. Oppure diamogli noi stessi l’alternativa di un paio di risposte possibili.

Non esitiamo, quando necessario, a precisare che non ce ne andremo finchè non avremo una risposta chiara e precisa alla questione.

In caso di necessità, adottiamo anche domande aperte per definire meglio la cosa. “Come? Dove? Quando? Perchè?” ci serviranno a precisare meglio i propositi espressi.

Infine, per mostrargli definitivamente con chi ha a che fare, utilizziamo la tecnica della riformulazione. « Allora, se ho capito bene, quello che mi hai appena detto è che… »; « Dunque, riassumendo… ».

Questo stile, una volta adottato, ci permetterà di prevenire piuttosto che curare! I manipolatori infatti odiano questo genere di domande e preferiscono “trattare” con persone più ingenue e credulone.

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici.

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