Scambi epistolari tra Vittorio Feltri ed Emilia Urso Anfuso – Il pensiero unico sta cancellando la libertà di stampa…

Scambi epistolari tra Vittorio Feltri ed Emilia Urso Anfuso – Il pensiero unico sta cancellando la libertà di stampa…

Rubrica settimanale di scambio di riflessioni tra i giornalisti Vittorio Feltri ed Emilia Urso Anfuso

Caro Vittorio,

nel tuo editoriale pubblicato su Libero del 30 Dicembre 2021 hai parlato dell’attacco feroce che i giornalisti del Sole24Ore hanno regalato a Giuseppe Cruciani, conduttore -insieme a David Parenzo – della trasmissione radiofonica La Zanzara.

L’attacco è scaturito dopo la morte di Maurizio Buratti, 61 anni, convinto nemico della vaccinazione contro gli effetti della Covid-19, morto a causa di questa terribile malattia. I colleghi hanno attaccato Cruciani e Parenzo, “rei” a loro dire, di aver ospitato un “No Vax”.

Ecco l’editoriale in questione in formato digitale:

Tu giustamente sostieni la libertà di espressione, pur non sostenendo le opinioni di chi non ricorre al siero, ma io osservo una dinamica perversa, sui giornali e in tutte le trasmissioni televisive: la negazione del pluralismo se il tema centrale è la pandemia e la vaccinazione.

Siamo arrivati al 42mo posto su scala mondiale per la libertà di stampa. Se non si consente di far parlare anche chi la pensa diversamente arriveremo molto più in basso.

Quello che viene denominato “Pensiero unico” rischia anche di aberrare la realtà. Se manca il controcanto si vive immersi in un solo suono, monotono e senza alternative.

Che può produrre effetti indesiderati, come quello di esasperare la popolazione.

Il dibattito aperto serve a riflettere, quindi perché non viene presa in considerazione questa linea editoriale? Molti lettori mi chiedono lumi e io chiedo a te di rispondere.

Non è più una questione di essere o meno a favore della vaccinazione, quanto di aver superato il limite accettabile delle modalità di comunicazione: tra urla, parolacce, sovrapposizione della voce nelle trasmissioni, articoli monotematici, abbiamo perso la libertà di espressione, e anche, un po’, di esistere…

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Cara Emilia,

non sono stupito delle aggressioni subite da Cruciani e Parenzo perché hanno dato voce nella loro trasmissione radiofonica, la Zanzara, a un poveraccio no vax , il quale poi, purtroppo per lui ha tirato le cuoia causa COVID.

Ormai, e da molto tempo, la libertà di informazione non è più piena.

In nessun campo è possibile esprimere opinioni non allineate al cosiddetto pensiero unico specialmente di sinistra.

Anche il linguaggio deve attenersi obbligatoriamente agli schemi del politicamente corretto, che è la quintessenza del conformismo ormai dominante.

Chi non si attiene ai termini imposti dalla subcultura in voga è considerato reietto, meritevole di essere condannato dal tribunale degli intellettuali privi d’intelletto.

Il confronto delle idee non può essere vincolato alla revisione abusiva del vocabolario. Si dà il caso che la stampa italiana subisca il bavaglio anche degli editori che utilizzano i loro mezzi di comunicazione per fare e ottenere favori nell’ambito della politica.

Infatti non esistono più editori puri ma imprenditori che fanno altri mestieri e hanno bisogno di lisciare il pelo al potere.

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Vittorio caro,

la verità che tu, senza alcun tipo di remora, ci regali, diventa un balsamo che sana le emozioni negative di fronte a quanto sta accadendo. Il politicamente corretto nasce al solo scopo di abbattere ogni tipo di opinione, e con ciò, si convince una parte di popolazione di aver corretto il tiro su errori che si reiterano all’infinito.

Se tutto dipende dalla politica, la politica ha fallito il suo compito primario: quello di interessarsi alle questioni relative al paese che gestisce. Forse abbiamo tutti una piccola parte di torto, aver concesso un potere che, a tutti gli effetti, in un sistema a regime democratico, è un vero ossimoro.

D’altronde, di Democrazia si è sempre parlato, e sulla nostra Carta costituzionale se ne chiariscono gli aspetti. Mai realmente concretizzati. Apriamo l’ombrello, perché come si dice: “Non esiste cattivo tempo, ma solo cattivo equipaggiamento”…

Ne approfitto per ripubblicare un mio pezzo che scrissi per Libero nel Luglio del 2020 sul tema del politicamente corretto: non vi è nulla di corretto in ciò che serve solo a mantenere buona la popolazione, o una parte di essa…

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici.

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