Gli effetti benefici delle pulizie di primavera

Gli effetti benefici delle pulizie di primavera

Rubrica a cura del dottor Claudio Rao

La primavera è il momento ideale per riordinare la casa, ma anche per liberarsi dai cupi pensieri accumulati durante l’inverno. Un’occasione per iniziare bene la nuova stagione, sinonimo di rinascita e rinnovamento. Vediamo come risollevarci il morale con la complicità di Patrick Estrade¹, psicologo e psicoterapeuta.

Con la primavera, tradizionalmente, arriva il momento delle pulizie di casa. E se le facessimo ugualmente nella nostra vita? Riordinare i  pensieri, sbarazzarci delle banalità, concentrarci sull’essenziale, apprezzare i piccoli piaceri della vita quotidiana. Sono tutte cose che ci aiutano a sentirci meglio. Pulire, spolverare interiormente il nostro essere. « Le pulizie di primavera sono come un rituale di auto-purificazione », afferma Patrick Estrade. Intervenendo sulla casa, agiamo anche sul nostro benessere. Ma possiamo fare di meglio.

Una stagione rigenerante per il morale

Sforziamoci di pensare alla primavera come ad un momento di rinnovamento. « Ci sono diverse ripartenze nell’anno: il 1° gennaio, la primavera e l’inizio del nuovo anno scolastico a settembre. Sono tutti sinonimi di un nuovo inizio. Che ci piaccia o no, quando le giornate si allungano e c’è più sole, cambiamo il nostro comportamento. Passiamo più tempo all’aperto. Siamo più attivi. Allo stesso modo in cui la linfa sale negli alberi, sperimentiamo un’ondata di energia. Ci lasciamo alle spalle il passato e guardiamo al futuro » spiega Patrick Estrade.

Sintonizziamoci su questa modalità di riattivazione vitale della natura

« Dovete dire a voi stessi che sta arrivando una fetta di vita più bella. La natura si sta svegliando. Dovete mettervi all’opera e approfittare dei piccoli piaceri della vita: il sole che vi scalda la schiena, i giardini che fioriscono » consiglia lo psicologo, per aiutarci a ripartire col piede giusto.

Voltare pagina dopo la depressione invernale

Per sentirci meglio, dobbiamo trovare il coraggio di riordinare ciò che ci ingombra la mente, proprio come faremmo con i vestiti del guardaroba. Saper abbandonare i fardelli di preoccupazioni che ci appesantiscono per poter utilizzare diversamente le nostre energie.

 « Ci si libera dei problemi nello stesso modo in cui si cambiano i cappotti pesanti con abiti più leggeri. Cercate di lasciarvi alle spalle i passaggi dolorosi concludendoli il più rapidamente possibile » suggerisce Patrick Estrade.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di annotare le nostre preoccupazioni (dal guasto alla lavastoviglie ai colleghi irritanti, fino alle formalità amministrative) e dei mezzi che abbiamo per risolverle. Pianificare di affrontarle nella nostra agenda, stilando un elenco di cose da fare. In questo modo saremo costretti a darci concretamente da fare al posto di rimuginare sui nostri problemi. Accantonando la nostra percezione d’impotenza e ricavandone un senso liberatorio.

Concentrarsi sull’essenziale

Mettere le cose in prospettiva, gerarchizzarle, può essere un buon suggerimento per concentrarsi sull’essenziale. Secondo il nostro psicologo, infatti « Una buona metà dei nostri problemi è dovuta alla nostra percezione ».

Non possiamo sempre influenzare gli eventi, ma possiamo cambiare il modo in cui li osserviamo. Quando il tempo è bello, per esempio, le nostre preoccupazioni non scompaiono, ma ci sembrano meno pesanti. Per prenderne le distanze, possiamo scrivere i nostri pensieri negativi su un foglio di carta, controbilanciandoli su un altro o sul retro con quelli positivi!

Proviamo ad elencare tutti gli aspetti positivi della nostra vita, ciò per cui dovremmo essere felici (salute, lavoro, famiglia, stima dei colleghi…). Ne scopriremo sicuramente più di quanto immaginassimo.

Concentriamoci sull’essenziale, prestando attenzione al nostro presente, a ciò che stiamo facendo: guidare, pranzare, parlare con nostro figlio, lavorare… Man mano che la nostra mente si abiterà a questo esercizio, imparerà ad evitare di pensare a tante cose contemporaneamente, concedendoci tregua e serenità. Seguiamo l’esempio della “meditazione mindfulness” (per chi non la conosce, invito a digitare la voce sul motore di ricerca).

Poniamoci degli obiettivi piacevoli, capaci di risollevarci il morale.

Consideriamo la primavera come un esame di riparazione o una sessione di recupero dei buoni propositi non mantenuti al 1° gennaio.

« La primavera ci sprona ad agire di più. Vogliamo partire alla conquista di nuovi obiettivi. È un buon momento per fare buoni propositi: tornare a fare sport per essere in forma e apparire al meglio con il costume da bagno quest’estate, mangiare una dieta più equilibrata… » ammicca Patrick Estrade.

È il momento giusto di ritagliarci un pochino di tempo per noi stessi, per i nostri cari, per avere dei progetti piacevoli che ci facciano venire voglia di progredire e migliorare rimanendo sereni.

Allora, pronti per le pulizie di primavera?

¹ Pedagogista e psicologo francese, Patrick Estrade sostiene un approccio basato sulla psicologia analitica di Carl Gustav Jung. Per questo viene definito “pedagogista junghiano”.

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