Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
«Il legame tra genitori e figli è essenziale per lo sviluppo delle famiglie e per la coesione sociale» (UNICEF).
Gli specialisti della psicologia dello sviluppo spiegano che tra il bambino e chi si occupa di lui si stabilisce un “legame di attaccamento duraturo”. Ma questo richiede tempo ed energie. Suffragate, auspicabilmente, da adeguate politiche sociali.
Insomma, il legame genitore-figlio non è scontato: si costruisce nel tempo. E questo inizia fin dalla nascita.
L’Unicef lo sottolinea attraverso la campagna First Moments Count¹ il cui obiettivo è quello di sensibilizzare i politici sulla necessità di elaborare leggi che consentano ai genitori di costruire questo legame socialmente così prezioso. Per questo l’Unicef sostiene la necessità di un congedo parentale retribuito di almeno sei mesi per entrambi i genitori! Un modo per gettare le basi per un ambiente favorevole alla costruzione di questo legame.
Perché questo legame « si crea attraverso una moltitudine di azioni quotidiane », precisa la psicologa Valérie P. « Come il momento del cambio del pannolino. O il momento in cui gli si dà il biberon. Momenti accompagnati da uno scambio di sguardi, di sorrisi e di parole. Tutte interazioni essenziali per creare un legame ».
Senza sottovalutare i momenti ludici. I giochi fatti di simpatiche complicità, come quello dell’orologio a cucù, in cui l’adulto si nasconde il volto con le mani per poi farlo riapparire. Un momento esilarante per il piccolo, che presto imiterà il gesto.
La psicologa aggiunge che « il tempo trascorso a giocare con il proprio figlio, deve essere qualitativo ». In altre parole, con un adulto che durante il gioco si concentri esclusivamente sul figlio! Più chiaramente, che non sia impegnato in un altro compito nello stesso momento e non stia sullo smartphone.
Gli specialisti della psicologia dello sviluppo parlano di “relazione di attaccamento”², che si forma tra il bambino e le persone che si occupano di lui. Elencano alcuni comportamenti atti a predisporre il bambino ad un legame con gli adulti (papà, mamma, fratelli e sorelle maggiori) come stabilire un contatto visivo e proseguire con gli sguardi, sorridere, piangere e gridare, abbracciare e succhiare il seno.
I docenti di psicologia Lehalle e Mellier in « Psychologie du développement »³ (Psicologia dello sviluppo) ci precisano che « Questa relazione di attaccamento non si forma con una sola persona escludendo tutte le altre. Il bambino è normalmente attaccato a diverse figure (madre, padre, nonni, fratelli), ed è sbagliato credere che l’amore sia unico da parte sua ».
¹ Rinvio al Rapporto dell’UNICEF pubblicato nel settembre 2017 dal titolo “Early Moments Matter for Every Child”, sull’importanza e ruolo cruciale dei primi anni di vita dei bambini per il loro adeguato sviluppo e relative azioni da intraprendere.
² La relazione di attaccamento è un legame significativo e duraturo, di natura affettiva ed emotiva con un particolare individuo. Per approfondire l’argomento: https://www.santagostino.it/magazine-psiche/teoria-attaccamento/
³ Henri Lehalle, Daniel Mellier, Psychologie du développement, 4^ edizione, Dunod, Malaoff, 2021.
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