Miei cari manipolatori

Miei cari manipolatori

L’angolo dell’esperto Rubrica a cura di Claudio Rao

Cito a braccio e a memoria (modificando i dati sensibili, anch se oramai vi è prescrizione). « Françoise, mia suocera, è sempre stata un pò invadente. Questo non disturbava mio marit, ma me sì. Quando gliene ho parlato, Charles è stato abbastanza disponibile e pian piano è riuscito prendere le distanze con lei. Questo però gli dava dei sensi di colpa piuttosto pesanti.Ovviamente Françoise faceva di tutto per contrastare questo distanziamento, rimproverandogli di non telefonarle più spesso come una volta, per esempio. O lamentandosi di essere dimenticata quando andavamo a trovarla. Quando è nata nostra figlia, poi, le cose si sono rapidamente aggravate. Già due settimane prima della sua nascita ha voluto dirigere tutto : casa, spese, pasti… A me aiutava, non lo nego, ma mi sentivo un tantino allo stretto ! Ma è dopo la nascita di Joëlle che la situazione si è degradata. C’era un’ora per mangiare,delgi alimenti proibiti perchè non aiutavano lamia  produzione di latte e così via. In un momento di stanchezza, mi sono lasciata andare e abbiamo litigato per bene. Françoise però e scoppiata a piangere dicendomi che dopo tutti i sacrifici che aveva fatto e stava facendo non pensava di meritarsi un simile trattamento. Mi ha sorpresa. E spiazzata. Anche perchè le sue osservazioni non erano poi così sbagliate. Mio marito, con una certa sofferenza, ha chiesto a sua madre di lasciarci gestire la nostra vita da soli. Ci sentivamo terribilmente colpevoli, ma finalmente liberi!»

Spesso gli esempi (tratti da sedute di oltre un decennio fa) valgono più di mille parole.

Con questo genere di “manipolatori” si finisce sempre per sentirsi un pò in colpa. Perchè questo è il genere di persona – per nulla malvagia – che si serve del “ricatto affettivo”. Per arrivare ai suoi fini cerca attenzione e riconoscenza facendo appello a una sorta di principio di reciprocità. Per banalizzare, è colui che ci offre subito tutto. Troppo. Tempo, denaro, regali, complimenti… E il fatto di averci offerto tanto, gli garantisce la nostra riconoscenza offrendogli l’arma del “ricatto affettivo” (“Dopo tutto quello che ho fatto per te…!”).   

Il segreto è quello di non cadere nella trappola della reciprocità. Rifiutando subito le generose offerte dell’amico manipolatore e prendendo le distanze preventivamente, oserei dire. Oppure rendere immediatamente la visita, un regalo, una cortesia… per riequilibrare la bilancia.

Con persone di questo tipo è necessario fare attenzione a non cedere al loro fascino. Perchè la seduzione è l’arma fatale che utilizzano per raggiungere i propri scopi. Inoltre, più sono intelligenti ed acuti, dotati di una certa finezza psicologica, più sono difficili da riconoscere. Come sospettare di una persona estremamente gentile e generosa… senza sentirsene in colpa?

Questo le rende esiziali se i loro scopi non sono “amichevoli”. In altre parole, una cosa è la suocera che s’intromette nella vostra vita di coppia, altra colui che vi spinge ad azioni che vi portano danno e pregiudizio.

Senza voler puntare l’indice accusatore su nessuno (pensiamo innanzitutto alla trave nel nostro occhio) questo genere di manipolatore sarà particolarmente abile e presente nel commercio: assicuratori, agenti immobiliari, concessionari, rappresentanti… capaci di farci sentire per un attimo al centro del mondo.

Per ovviare a questi rischi, dobbiamo mantenerci estremamente lucidi tenendo presente il nostro obiettivo, anche se può sembrarci difficile. Se abbiamo preventivato una spesa di 700€, nonostante le lusinghe e le offerte, le occasioni mirabolanti ed uniche, teniamo duro! A costo di “deludere” il nostro affascinante interlocutore. Idee chiare e determinazione si rivelano spesso ottimi antidoti. 

Evitiamo di misurarci con lui per dimostrarci di essere “in gamba”. Meglio una ritirata strategica che una cocente sconfitta (anche, in questo caso, in termini di amor proprio).

Riconoscere un individuo manipolatore è estremamente difficile. Ecco comunque alcuni accorgimenti.

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici.

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